Tel-Aviv, oggi. Al suo matrimonio, mentre il marito e gli invitati sono occupati a divertirsi e si dimenticano temporaneamente di lei, Keren (Noa Knoller) si rompe una gamba e il gesso che ne consegue fa saltare la luna di miele ai Caraibi. Batya (Sarah Adler), invece, fa la cameriera al ricevimento di nozze e, la mattina successiva, incontra sulla spiaggia una strana bambina (Nikol Leidman) che sembra essere uscita dalle onde: tra le due nasce uno strano legame, che cambia la vita della ragazza in modo decisamente drastico. Anche Joy (Ma-nenita De Latorre) è, a suo modo, una cameriera: arriva in Israele dalle Filippine e tenta di non perdere i legami con la famiglia: il lavoro per una vecchia signora severa le scalda finalmente il cuore..
Film inspiegabilmente sopravvalutato dalla critica e dal pubblico. Se togliamo, infatti, alla pellicola qualche originale inquadratura, una scena onirica che riecheggia il miglior Crialese, che cosa ne rimane? Niente, se non una sceneggiatura quanto mai esile ed a tratti anche sgangherata.
Ma davvero basta un’atmosfera vagamente melanconica e qualche inquadratura ad effetto per scatenare il giubilo generale?
Suvvia: quest’ennesimo film a episodi è davvero poco o niente. Vero che nel cinema, come purtroppo nella vita, la forma spesso prevale sulla sostanza e sceneggiature esili o inesistenti possono essere salvate da azzeccate scelte registiche . Ma qui siamo davvero di fronte ad aria fritta. E non ci vuole una cultura cinefila sterminata per capirlo.
Ah dimenticavo: il film, pur con tutti i limiti, ha un grosso pregio: dura poco.
Voto 2 su 5.