A prescindere dalle opinioni politiche di ognuno, è innegabile che il documentario presenti delle clamorose cadute di tono (su tutte la casa extra lusso del medico francese,oppure la parte finale ambientata a Cuba,che a nessuno – neppure allo spettatore più sprovveduto – può sembrare completamente spontanea e priva di intromissioni autocelebratrive da parte del regime) che rischiano di vanificare quel che c’è di buono nella ricerca documentaristica di Moore
Voto due e mezzo su cinque